“I racconti di Andrea Novembre”
Ma chi è Floriano Pellegrino? Lui è una stella: non in senso figurato, ma letterale. Un’eccellenza del nostro territorio, una star: una stella Michelin. Custodisco vivido il ricordo di lui agli esordi quando, come nella guerra così nella pace, si pose l’obiettivo di ricevere una stella. E lui è una di quelle persone che quando si pone un obiettivo, lo raggiunge. Bandiera per il nostro territorio, Floriano Pellegrino nasce nel 1990 a Scorrano. Lui non propone solo il suo stile di cucina, i suoi piatti, le sue pietanze. Lui va oltre. Propone un suo vero e proprio stile di vita, che è quello targato Pellegrino Brothers, holding fondata nel 2019.

‘’Il rapporto che io e Isabella abbiamo con il territorio è di amore e odio. Bisogna sempre rimanere fuori, perdersi per poi ritrovarsi è fondamentale quando fai arte, quando sei un creativo. Quando vivi al cento per cento il territorio non farai mai nulla di creativo. Il territorio è una trappola che non ti fa andare oltre. Abbiamo fatto un passo indietro, ci siamo chiusi in cucina e abbiamo creato, creato…’’
Floriano Pellegrino
Da sempre poi lavora insieme alla sua compagna e socia Isabella Polì, tra le Chef donne più famose d’Italia e non solo. Dal “dinamico” duo sono nate quindi tre creazioni: il ristorante stellato Bros’, la trattoria Roots e la pasticceria Sista. Floriano Pellegrino con i suoi collaboratori non forma la classica brigata di cucina ma una vera squadra: come accade nel Rugby, sport che è l’altra sua grande passione. Ha infatti gettato le fondamenta del Bros Rugby Club, sempre gestito dalla holding, che ha come fine il reinserimento in società di ragazzi delle periferie pugliesi: lo sport come opportunità e trasformazione al fine di coinvolgere nel panorama professionale italiano ed internazionale.

Controverso è proprio il rapporto con la sua terra, con l’aspra terra rossa del Salento. Risuonano le parole: ‘’Bisogna perdersi per poi ritrovarsi’’. Lui si è infatti perso nelle cucine stellate d’Europa, alla corte dei più grandi chef: Martin Berasategui su tutti, poi Luis Andoni Aduriz, Eneko Atxa, Alexandre Gauthier, Rene Redzepi e Claude Bosi. E lì, da lontano, ha riscoperto le sue origini che affondano tra i piatti poveri e gustosi della più pura cucina salentina da sempre servita nel suo agriturismo di famiglia a Scorrano. ‘’Il rapporto che io e Isabella abbiamo con il territorio è di amore e odio. Bisogna sempre rimanere fuori, perdersi per poi ritrovarsi è fondamentale quando fai arte, quando sei un creativo. Quando vivi al cento per cento il territorio non farai mai nulla di creativo. Il territorio è una trappola che non ti fa andare oltre. Abbiamo fatto un passo indietro, ci siamo chiusi in cucina e abbiamo creato, creato…’’
Si va oltre la cucina. Lui investe sulle persone, sui suoi ragazzi: “Contaminarsi con ragazzi che vengono da tutto il mondo era il mio sogno e si può fare con visione, strategia e duro lavoro.’’ “Visione, strategia e duro lavoro”: e questo il suo mantra e lo ripete durante l’intervista. Uno slogan per chi sostiene che i problemi scaturiscano dal territorio. Non importa cosa decidi di diventare, l’importante è volerlo. L’arte si guarda, l’arte si respira, l’arte ci nutre. Ci nutre l’anima.






