“I racconti di Andrea Novembre” Lara Bobbio
Io, quella ragazzina sognatrice protagonista del romanzo di Lewis Carroll, la conosco personalmente, solo che non abita nell’Inghilterra vittoriana, ma nelle campagne leccesi e non si chiama Alice, ma Lara. Con il suo compagno Renzo Buttazzo, l’altro sé; come Yin e Yang; vivono e lavorano uno accanto all’altro ma rimangono, sia negli spazi che nella poetica, entità separate. Se Renzo è la parte maschile, Lara è la parte profondamente femminile. Una femminilità la sua, trattata come materia moderna ma profondamente antica e misteriosa studiata con arte personale che miscela pittura e fotografia.

Lara Bobbio sembra uscita da una pagina patinata di una rivista di moda degli anni Novanta; la sua bellezza è innegabile. È una donna della mille vite, nata a Beirut in Libano, ha poi vissuto a Milano, prima studiando all’Accademia di Brera e poi lavorando nel mondo della Moda, fino al 2001 quando è arrivata Lecce e stregata dalla terra del rimorso ha deciso di farne la sua casa. Il suo atelier è un giardino d’inverno con grandi tavoli da lavoro e oggetti femminili tra abiti e scarpe che sbucano da ogni angolo. È un disordine ordinato e pensato il suo. È il caos d’artista che tutto genera.
Apprezzato in tutto il mondo il suo studio sulla Barbie in collaborazione con Mattel, che racconta un doppio significato: la personificazione della Barbie come figura quasi umana che abita la società e la ‘’barbiezzazione’’ della donna che diviene un oggetto come critica alla società moderna. Uno studio raccontato con fotografie a tratti disturbanti e distopiche ma che non smettono di affascinare. Le sue opere sono delle uniche analisi sociali sotto forma d’arte come solo il mondo femminile ci insegna a fare. Quando lascio Renzo e Lara, con il vento che mi scompiglia i capelli, inizio già a pensare quale prossimo segreto della mia terra potrò svelarvi.



